L’estetica, vale a dire “lo studio della rappresentazione di ciò che è percepito”, non ha a che fare solo con il ‘bello’ o il ‘brutto’, ma sempre più con la ricerca del ‘vero’, come oggetto e fine della conoscenza.
Il libro racconta l’evoluzione dell’idea di ‘vero’ attraverso le immagini e le opere d’arte (dalle incisioni rupestri al Neuroimaging, dal ritratto pittorico alla fotomicroscopia, dalla scultura classica all’installazione) in relazione con i modelli conoscitivi, i paradigmi scientifici, la produzione letteraria e filosofica.
Nella sua lunga, ma a tratti fulminea evoluzione biologica e storica, l’umanità ha configurato le proprie immagini di verità attraverso cornici culturali. Così, anche il genio e la creatività del singolo sono al contempo cifra della sua individualità e conferma dell’organizzazione simbolica che, più o meno consapevolmente, tutti noi condividiamo e imponiamo alle cose e al mondo per poterlo addomesticare, per orientarci, per organizzarci. E questo è ciò che Michel Foucault chiamava “ordine del discorso”.
Con illustrazioni a colori.
Indice
Premessa Che cos’è “il vero”
La vista retinica e lo sguardo
Avvertenza
Capitolo 1: il vero è una cosa
Il vero è una cosa
La reificazione di Cartesio: tutto è cosa
Autopsia: vedere con i propri occhi
Estetica settoria
Non muoverti: estetica dell’immobilità
Effetti collaterali dello sguardo di Medusa: la scoperta della bellezza nell’infimo
Le amebe di Kandinsky e l’arte di rendere visibile
Capitolo 2: il vero non è una cosa
Il vero non è un’opera. È un’operazione
Il vero non è una cosa, né un testo, ma un contesto
Il vero non è una cosa. È un processo
Il vero non è una cosa, ma un trauma
Il vero non è una cosa, ma il suo incresparsi, il suo disfarsi
Il vero non è una cosa. È alterità
Il vero non è una cosa. È una relazione veridica
Il vero non è una cosa, è una parola
Il vero non è una cosa. È amore per la verità
Capitolo 3: apologia del falso
Apologia del falso
Copiare ad artem
Il falso come occasione del vero
Ringraziamenti
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