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Ecco il momento in cui ho davvero capito la nuova legge elettorale italiana

Ecco il momento in cui ho davvero capito la nuova legge elettorale italiana

Estratto da un intervento a Radio Popolare del 19 ottobre, per la rubrica "Guarda che lune", ascoltabile ogni lunedì mattina alle 8.40. 


Un paesaggio di merci

Nelle proteste di Milano c’è un paesaggio di merci: leggiamo che avvengono durante lo shopping, che vengono sfondate le vetrine, che si saccheggiano i negozi. Ed è così che i segni della protesta sono diventati evidenti. Ora, la merce è una cosa complicata: Marx, che un po’ ne capiva, diceva sembra una cosa semplice ma è un capriccio teologico. La merce non è solo un bene, è anche simbolo, è appartenenza e autorappresentazione. Nella nostre società esiste un diritto ad accedervi, e quando si affaccia l’esclusione economica e sociale nasce l’assenza di soggezione che è un tratto cruciale di questa protesta: svuoti gli scaffali senza il senso della violazione di un tabù. Sei in un tuo territorio. Quello delle merci è il tuo mondo. Non può tenerti fuori. Davanti a tutto questo, hai voglia a fare decreti sull’ordine pubblico come annuncia Il governo. Io leggendo i titoli di giornale che parlavano di ragazzini ho aperto Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, dove leggo: Mamma nostra non ci ha mica fatto per servire agli usi vostri / Mica ci ha fatto gli occhi per guardare le tristi facce vostre / Mica ci ha fatto gli orecchi per ascoltare le tristi chiacchiere vostre/ La nostra guerra non è la vostra.


Indicibile come un libro

La revoca del visto per Israele a Martina Stefanoni. E la voluta vaghezza delle motivazioni: le circostanze relative al suo caso sono cambiate, questa la sola frase addotta dal governo israeliano. Punto. E cosa dice una comunicazione così elusiva? Forse è un impulso censorio troppo violento per essere confessato? Oppure il governo israeliano ha raggiunto un tale grado di irresponsabilità verso la comunità internazionale da ritenere superflua ogni spiegazione dei suoi atti? E cosa vuol dire il silenzio dei giorni successivi a quella singola frase? Che il governo di Israele parla con i fatti e che i nostri articoli le nostre proteste sono ciarpame democratico? L’opacità non si addice alla democrazia e il muro di silenzio appartiene ad altri regimi. Nel dare la notizia della revoca del visto, il quotidiano israeliano Haaretz ha detto che Stefanoni è autrice di un libro su Gaza. Curioso che il libro si intitoli Unspeakable, ovvero Indicibile: è un’indagine sul silenzio dei marchi multinazionali che in questi anni si sono schierati su tante cause sociali, dal metoo a black lives matter, ma su quello che accadeva nella Striscia hanno taciuto, ignorando le masse scese in piazza per protestare. Perché pure le parole non dette parlano. E in fondo il compito di chi lavora in comunicazione è anche una lotta della parola contro gli omissis. Il mettere in comune contro il potere silente. Un bel lavoro da compiere, cosa che non è certo unspekeable, lo dico da direttore della collana che pubblica il libro.

 

Scegli tu, anzi io*

Ecco il momento in cui ho davvero capito la nuova legge elettorale italiana. Perché magari è sfuggito a chi non si occupa di comunicazione, ma in questi anni c’è una parola sempre più usata negli slogan: la scelta. Ecco una selezione senza i nomi dei prodotti: “Io sono le mie scelte”, “La bontà è una scelta”, “L’amore è una scelta”, “Essere umani è una scelta”, “Il valore della scelta”, “La scelta naturale”, “La scelta è tua”, ”La tua scelta italiana”, “Sostenibile per scelta”, “La vita è una questione di scelte”, “Scelte di benessere”, “Possiamo Scegliere”, “Consumi o scegli”, “Scegli tu”, “Scegli la natura”, “Scegli il bio”, “Scegli da che parte stare”, “Scegli il meglio”, “Scegli di stare bene”, “Scegli di capire”, “Scegli di scegliere”, “Scegli cosa ascoltare”, “Scegli la sicurezza”, Scegli di distinguerti”, “Scegli questo spazio”, etc., etc. Bene. Non trovate curioso che tutti scelgano ma nessuno decide? Scegliere lo fai tra possibilità date, tra opzioni che altri hanno già deciso per te, come in Matrix: pillola rossa o pillola blu? Scegliere è il verbo perfetto di un mondo che decide per te e ti allontana dalla possibilità più grande, che è quella di progettare liberamente la tua vita e le tue opzioni. E le leggi elettorali in Italia oggi sono proprio questo: liste bloccate, capilista bloccati, opzioni predeterminate che riducono la tua decisione. E cosa ha detto Giorgia Meloni presentando la sua legge? “Gli italiani potranno scegliere tutto”. Ovvero, potranno scegliere tutto quello che decidiamo noi. Ecco, in quel momento ho avuto la perfetta sintesi di quel che stava accadendo.


* Meloni, gli italiani potranno scegliere tutto

 

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Giuseppe Mazza

Giuseppe Mazza

Giuseppe Mazza è uno dei copywriter italiani più premiati ed è stato vicedirettore creativo di Saatchi&Saatchi prima di diventare, nel 2008, fondatore di Tita Milano e di Bill Magazine; collabora con il Venerdì di Repubblica, Radio Popolare e Doppiozero.

Insegna Copywriting e Comunicazione all'Università IULM e alla Scuola Holden.

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